17 Febbraio 2020 at 10:12

Misurina: Istituto Pio XII formalizza importante convenzione con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Verona

Foto Istituto Pio XII Misurina

Alla fine degli anni sessanta e all’inizio degli anni settanta sono comparsi su riviste mediche specialistiche due studi condotti sulle Alpi, il primo a Davos e il successivo a Briancon, che suggerivano un effetto benefico del soggiorno prolungato in ambiente montano per pazienti con asma allergico.

Dai primi anni ottanta questa letteratura si è arricchita di numerosi dati che hanno confermato come le condizioni ambientali che si possono riscontrare in microambienti montani il cui clima ostacoli la sopravvivenza dell’acaro della polvere possano avere effetti vantaggiosi non solo sul controllo di malattia ma anche in termini di riduzione dei trattamenti necessari per la cura e sui meccanismi patogenetici dell’asma. Già dal 1985 presso l’Istituto Pio XII di Misurina sono stati condotti in collaborazione con l’Università di Verona numerosi studi pubblicati su riviste di elevato prestigio che hanno approfondito diversi aspetti dell’asma bronchiale allergico in età pediatrica avvalendosi di un modello sperimentale di antigen exposure/avoidance che si è sempre maggiormente imposto come riferimento per questo tipo di osservazioni. La particolarità del modello e l’intensità del lavoro svolto in quegli anni a Misurina sotto la guida del Professor Gaburro e del Professor Boner dell’Università scaligera hanno consentito di collocare l’Istituto PioXII tra i riferimenti più importanti per lo studio dell’asma allergico in età pediatrica a livello mondiale.

In particolare, questi studi hanno dimostrato che i bambini con asma allergico traggono vantaggio in termini di miglioramento della sintomatologia, recupero della funzionalità respiratoria e riduzione dell’infiammazione allergica a carico delle vie aeree con significativo miglioramento del controllo di malattia durante il ricovero.

Negli ultimi anni si sono ampliate le ipotesi che potrebbero giustificare l’efficacia del soggiorno in ambiente montano nei pazienti asmatici, guardando oltre la sensibilizzazione agli acari e prendendo in considerazione sia altri fattori ambientali, come allergeni diversi dall’acaro, esposizione al fumo, livello di inquinanti, caratteristiche dell’aria in quota e fattori diversi quali conflitti familiari o scarsa adesione ai programmi terapeutici a domicilio.

Queste nuove evidenze, anche in considerazione delle metodiche innovative oggi a disposizione hanno risvegliato un importante interesse scientifico sul “modello sperimentale Misurina”, che ripreso secondo gli standard attuali potrà sicuramente avere significativo impatto sulla ricerca clinica relativa all’asma pediatrico e rivelante beneficio per i bambini affetti da questa malattia. L’organizzazione presente presso l’Istituto Pio XII, consolidatasi nei decenni di attività, garantisce infatti una situazione, unica in Italia e tra le pochissime in Europa, in grado di affiancare una rigorosa gestione clinica dei bambini ospiti a una ricerca condotta secondo i più moderni standard nel massimo rispetto dei bambini e delle loro famiglie.

L’iniziativa sostenuta da Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti, proprietaria dell’Istituto Pio XII di Misurina, di formalizzare, proprio in questi giorni, una convenzione con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Odontostomatologiche e Materno-Infantili dell’Università di Verona riprende e consolida la tradizione di collaborazione tra le due Istituzioni e apre nuovi orizzonti per lo sviluppo di una fase di attività di ricerca scientifica che consentirà di ampliare le conoscenze sui meccanismi dell’asma bronchiale e di avvantaggiarsi delle peculiari caratteristiche della Struttura per meglio comprendere come gestire i bambini con asma problematica.

Infatti, se da un lato le più recenti metodiche di studio che consentono di verificare la malattia senza provocare disturbo ai pazienti permetteranno di approfondire diversi aspetti di base della malattia e delle relative cure, da un altro lato i relativamente prolungati periodi di permanenza presso l’Istituto forniranno una situazione ideale per l’attuazione di studi volti a comprendere meglio come aspetti familiari, di gestione terapeutica, riabilitazione e formazione possano essere rilevanti relativamente allo scarso controllo di malattia che spesso viene riportato in pazienti “speciali”, spesso adolescenti, con asma “problematico”.

La collaborazione scientifica con l’Università di Verona, che coinvolgerà comunque, fin da subito, i maggiori Centri di Riferimento nazionali, apre quindi una straordinaria opportunità scientifica a vantaggio di tutti i bambini con asma bronchiale.
Fonte Istituto Pio XII – Misurina

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